Il processo di allargamento ha un significato particolare per la Polonia che è non soltanto il più vasto Stato della regione, ma anche un potenziale grande mercato dell'Unione ampliata, nonché porta tra l'Europa dell'Est e dell'Ovest.
Fino ad oggi l'integrazione europea ha sempre portato vantaggi politici, economici e sociali a tutti coloro che vi erano coinvolti e lo stesso accadrà nel caso del futuro allargamento dell'Unione ad Est e a Sud. Le conseguenze dell'entrata della Polonia nell'Unione Europea saranno molteplici e positive, sia per la Comunità Europea che per la Polonia e per l'Italia e i vantaggi vanno esaminati in un contesto politico, economico e socio-culturale.
Vantaggi politici
L'allargamento dell'Unione Europea alla Polonia e agli altri Paesi dell'Europa Centrale è soprattutto un avvenimento storico rilevante e simbolico, ma anche un'occasione per l'Unione Europea, per la Polonia e per gli altri Stati candidati. Divisioni del continente, decise a Jalta, ha l'Europa Occidentale e i Paesi dell'Europa Centro-Orientale. Questo avvenimento deve quindi essere inteso come la possibilità di estendere ad est la zona di sicurezza, pace e stabilità di tutta l'Unione Europea. Porta concreti vantaggi politici non solo ai Paesi candidati, ma accresce anche la sicurezza per gli attuali membri dell'Unione. In questo senso gli avvenimenti dell'11 settembre 2001 hanno fatto capire ancor più a tutti l'esigenza e il significato dell'allargamento dell'Unione Europea.
L'ingresso nell'Unione dei Paesi dell'Europa Centro-Orientale, tra i quali sono già presenti membri della NATO (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca) e Paesi accolti nell'Alleanza (Slovacchia, Bulgaria, Romania, Paesi Baltici, Slovenia), stabilizza il livello di sicurezza europea e può contribuire al futuro sviluppo di una comune politica estera e di sicurezza dell'Unione Europea. Per la Polonia e l'Italia, Paesi che in passato hanno sperimentato l'instabilità internazionale e i conflitti armati, la possibilità di garantirsi una sicurezza stabile è uno dei maggiori vantaggi ai quali porterà il processo di integrazione tra la parte occidentale ed orientale del continente europeo. Per l'Italia, importante elemento del nuovo sistema sarà anche la garanzia di sicurezza interna su un esteso territorio dell'Unione Europea, e soprattutto nei settori legati alla lotta contro la criminalità organizzata e l'immigrazione illegale.
Il successo dell'allargamento contribuirà non soltanto ad una maggiore stabilità dell'Europa Occidentale e di tutta l'Unione Europea, ma anche alla crescita del prestigio dell'Unione come importante soggetto nell'arena internazionale. L'Unione sarà vista ancor più come organizzazione internazionale perfettamente funzionante, in grado di integrare nuovi membri ed estendere la sua sfera di influenza ad altri Paesi. Sarà un avvenimento importante non solo a livello globale, ma anche in rapporto ai Paesi confinanti che desiderano entrare a far parte dell'Unione Europea in un prossimo futuro. L'Unione allargata alla Polonia e agli altri Paesi dell'Europa Centrale avrà maggiore significato e forza contrattuale nei negoziati politici ed economici di carattere globale, a partire dalla trattazioni commerciali (WTO) alla riforme finanziarie internazionali, alla soluzione dei problemi relativi alla sicurezza regionale e globale (ONU, OBWE). L'Unione ampliata diventerà un partner politico ancora piu forte nei confronti degli attori principali della politica internazionale.
Vantaggi economici
Sull'argomentazione a favore dell'ammissione nell'Unione Europea dei nuovi Stati, tra cui soprattutto la Polonia, spesso emergono aspetti di carattere economico che mostrano i vantaggi che deriveranno agli attuali membri dell'Unione dal processo di allargamento. La Polonia, come Paese più vasto tra quelli che entreranno nell'Unione Europea, con una popolazione di quasi 40 milioni di abitanti, è caratterizzata da una crescente forza d'acquisto. Lo sanno bene gli imprenditori italiani che già investono in Polonia con grande fortuna. L'Italia è per noi il secondo partner commerciale più importante.
La Polonia è un grande e crescente mercato di ricavo per la futura Unione ampliata. Un ulteriore punto a favore della Polonia è la sua posizione, all'incrocio delle vie di comunicazione che portano da est a ovest e da sud a nord. Gli imprenditori che investono in Polonia ottengono non solo l'accesso a un grande mercato interno che si sviluppa molto velocemente, ma anche ottime possibilità di estendere l'attività economica ai mercati vastissimi, e che fanno ben prevedere, dei Paesi confinanti (Russia, Ucraina, Bielorussia). L'entrata della Polonia nell'Unione porterà anche alla costruzione di infrastrutture (autostrade, linee ferroviarie, mezzi di comunicazione) che creeranno un ulteriore impulso allo sviluppo economico dell'Unione Europea e alla crescita degli scambi con l'estero.
Assumendo come punto di partenza i suddetti fattori, si possono anche indicare ad esempio effetti economici più generali per i paesi dell'Unione Europea, derivanti dell'allargamento. Il più importante vantaggio che otterranno i Paesi dell'Unione Europea è la possibilità di affrontare le sfide della globalizzazione e della concorrenza sui mercati mondiali. L'allargamento creerà la possibilità soprattutto di una effettiva concorrenza con gli Stati Uniti e il Giappone sui mercati dei Paesi in via di sviluppo. L'omogeneo mercato europeo sarà inoltre aumentato di oltre 75 milioni di nuovi consumatori, dei quali grande percentuale è costituita dal mercato polacco. Ciò permetterà di aumentare l'attività dei dinamici effetti dell'allargamento, cioè di una veloce crescita dei flussi di capitali e di investimenti che porteranno ad accelerare lo sviluppo economico e, di conseguenza, ad una intensificazione del commercio con l'Unione dei Paesi che si sono candidati. I vantaggi dell'integrazione all'inizio, ovviamente, saranno modesti, considerando il punto di partenza relativamente basso (piccola scala di interscambio) ma col tempo raggiungeranno un livello molto alto. Calcoli per simulazione indicano che dopo 10 anni saranno sicuramente misurabili in punti di crescita percentuale nei Paesi dell'Europa Occidentale. La scala di vantaggi deve essere sempre paragonata non con l'attuale status quo ma con l'ipotetica situazione del fallimento dell'allargamento, che dovrebbe portare al peggioramento delle prospettive di sviluppo sia dell'Unione che della Polonia e, di conseguenza, a perdite economiche per entrambe le parti.
La prossima entrata della Polonia e degli altri Paesi dell'Europa Centrale nella zona Euro porta altri vantaggi per tutta l'Unione: l'aumento del territorio di valuta comune elimina il rischio valutario nel commercio e inoltre rafforza l'euro come mezzo di pagamento mondiale. Per quanto riguarda l'Italia, uno studio condotto da Confindustria, Cespi e ISPI dimostra, che l'Italia è complessivamente in una buona posizione per trarre vantaggio dalle opportunità offerte da un mercato ampliato. Con un vasto surplus commerciale l'Italia è il secondo partner commerciale (dopo la Germania) dei paesi dell'Europa centro-orientale. Nei confronti dell'industria di questi paesi le aziende italiane hanno un vantaggio competitivo nei segmenti qualitativi elevati.
Questo si traduce per l'economia italiana, come per quelle degli altri partner UE, nell'opportunità di realizzare avanzi commerciali nei confronti dei paesi candidati, e di effettuare investimenti netti in ambito produttivo e finanziario. In altri termini, l'integrazione delle economie dell'Europa Centro-Orientale si tradurrà in un trasferimento netto di risorse dagli stati membri, i quali però acquisiranno contestualmente quote dei mercati dell'Est e quote di proprietà del capitale produttivo e finanziario di quei paesi. Al tempo stesso, l'integrazione porterà all'inserimento delle economie dell'Est nei circuiti produttivi internazionali, con un trasferimento di risorse tecnologiche e manageriali dall'Ovest; all'innalzamento degli standard produttivi nei paesi candidati anche grazie agli investimenti diretti ed alla creazione di nuovi network di imprese e di impianti che coinvolgerà le economie dell'Est. Dati questi fattori gli effetti dell'allargamento saranno senz'altro positivi. Anche gli attuali stati membri dell'UE, e in particolare i consumatori, beneficeranno di una maggiore competizione, di prezzi inferiori e di una più vasta gamma di prodotti.
Un altro studio - “L'allargamento ad Est: costi e benefici economici per gli attuali membri dell'UE: il caso italiano” - curato per la Commissione Europea dall'economista Maurizio Grassini, dimostra che l'allargamento dell'Unione europea sarà un fattore di sviluppo e di miglioramento del tenore di vita per le famiglie italiane. Per effetto dell'ingresso nell'Unione europea dei Paesi dell'Europa Centro-Orientale il Pil italiano potrà aumentare ogni anno dello 0,4% nel corso dei prossimi 10 anni (per le entrate fiscali l'incremento indotto sarà pari allo 0,15% del Pil). Questo notevole risultato si ottiene sommando agli effetti diretti dell'allargamento anche quelli indiretti. Si tratta quindi di tener conto non solo dell'incremento dell'interscambio italiano con questi Paesi (che potrebbe essere scarsamente significativo) ma del fatto che il loro rapido ritmo d'espansione farà aumentare la velocità di crescita dell'intera Unione europea. Secondo l'autore del rapporto, “l'effetto dell'allargamento va valutato in una prospettiva di medio-lungo periodo. I Paesi candidati all'ingresso saranno per l'UE a 15 Stati delle vere locomotive, e porteranno di conseguenza una spinta propulsiva. L'ipotesi assunta è infatti che i primi 5 candidati all'ingresso (Estonia, Slovenia, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca) continuino a crescere nei prossimi dieci anni a un ritmo che supera di 2 punti percentuali lo sviluppo medio dell'UE a 15 e quindi rappresentino un valido traino per l'export del resto d'Europa.
Aspetto socio-culturale
La Polonia arricchirà l'Europa della sua plurisecolare tradizione di tolleranza e del suo patrimonio culturale, materiale e spirituale. Il popolo polacco, che ha un elevato senso di identità storica, contribuirà alla definizione del problema, oggetto di discussione nell'Europa Occidentale, della cosiddetta identità europea.
L'ammissione della Polonia rafforzerà i legami dell'Unione Europea con i principi di democrazia e di rispetto dei diritti dell'uomo, valori che hanno sempre trovato riconoscimento nella società polacca. Inoltre, considerando il veloce invecchiamento della popolazione degli stati membri dell'Unione Europea, vale la pena di sottolineare che gli abitanti della Polonia rappresentano un popolo europeo giovane e dinamico, spesso ben istruito. Il capitale umano è uno dei fattori che incidono sull'importanza della Polonia nella struttura dell'UE. In Polonia si è fatto molto nel campo dell'educazione europea, esistono anche gruppi di specialisti e di esperti di diversi campi preparati ad operare su scala internazionale che sono in grado di arricchire il patrimonio scientifico e culturale dell'Unione.
L'affinità culturale tra la Polonia e l'Italia può rivelarsi in questo contesto fruttuosa e portare vantaggi ad entrambe le parti.
Infine bisogna sottolineare che, nel caso di entrata della Polonia nell'Unione ci sono, da parte degli attuali membri UE, molti miti, timori e stereotipi da sfatare. Questo non significa che la Polonia è diversa, un candidato più complicato degli altri Paesi. La Polonia è un paese più vasto dell'Ungheria, della Repubblica Ceca e dell'Estonia e pertanto, la scala dei problemi – misurata in valori assoluti – è anche maggiore. Non esiste, tuttavia nessuna differenza qualitativa tra i problemi di questi paesi. Tutti stanno attraversando, una trasformazione economica; tutti sono alle prese con problemi simili di natura politica e sociale. In tutti i casi, infine, l'effettiva implementazione dell' acquis communitaire sarà difficile e dura.
l significato della Polonia nell'allargamento dell'Europa
Da un punto di vista giuridico-formale, la Polonia sarà uno dei 25 Paesi membri della nuova Unione, avrà a disposizione lo stesso ambito di diritti e doveri e avrà lo stesso valore degli altri.
La posizione ed il significato della Polonia nell'Unione allargata dipenderanno in massimo grado dall'adempimento degli obblighi di membro e dalla capacità di sfruttare le possibilità e i punti di forza che porta lo status di membro. Non c'è dubbio che sul ruolo che la Polonia giocherà in Europa incideranno anche altri fattori, come l'attivismo dei suoi rappresentanti, la capacità di adeguarsi all'innovazione, la risolutezza nell' effettuare azioni ponderate ed intelligenti nell'ambito dei principali ambiti della politica europea. L'effettivo ruolo della Polonia come futuro membro dell'Unione Europea, ruolo adeguato al suo potenziale, alla posizione e al significato nell'Europa Centrale, dipenderà anche dalla capacità di accordo con gli altri partner, dalla capacità di giungere a compromessi, dalla creazione di coalizioni ad hoc. In tale contesto sarà molto importante un adeguato e previo riconoscimento dei propri interessi, l'identificazione di questi interessi, la ricerca di collaborazioni e una risposta positiva a favore della loro realizzazione con gli altri partner.
La Polonia apporterà un contributo essenziale alla costruzione dei rapporti con i vicini dell'est. Secondo il progetto di politica orientale dell'Europa allargata, presentato da poco dal Ministero degli Affari Esteri polacco, il quale ha incontrato grande interesse presso i Quindici, la Polonia svolgerà un ruolo importante di passerella nella costruzione e nello sviluppo dei rapporti tra l'Europa Occidentale ed Orientale, in quanto è un esempio di unione e di fusione delle culture dell'Oriente e dell'Occidente, pertanto la cosiddetta dimensione orientale dell'Unione Europea potrebbe diventare la specialità della Polonia. Sfruttando la sua posizione strategica, la conoscenza delle culture dei nuovi vicini dell'Est dell'Unione e la mentalità dei cittadini di quei Paesi, la Polonia può rendere possibili dei contatti più diretti, soprattutto con la Russia, l'Ucraina, la Bielorussia e la Moldavia, che diventeranno, con l'entrata della Polonia nell'Unione, suoi partner ancora più vicini. L'avvicinamento di questi Paesi all'Unione e la spiegazione dei principi dei nuovi rapporti che si creeranno in seguito all'allargamento potrebbero rivelarsi preziosissimi per i rapporti interni dell'Unione Europea.
Tutto ciò riguarda anche la collaborazione economica. Non sono senza significato, in questo contesto, le molteplici esperienze della Polonia nelle relazioni commerciali con i paesi dell'ex Unione Sovietica. La conoscenza del funzionamento del mercato nell'Europa Orientale può, infatti, avere un significato fondamentale per l'Unione.
Un aspetto particolarmente importante per la Polonia, e nel quale può avere un grande ruolo, è la Comune Politica Estera e di Sicurezza e la Politica Comune di Sicurezza e Difesa. Dal momento che questi sono gli ambiti più nuovi della cooperazione europea, la Polonia farà notare la necessità di un impegno molto maggiore, una maggiore intensità di dialogo, di consultazioni, di incontri per poter seriamente, e allo stesso tempo in maniera realistica, parlare dell'elaborazione di una posizione comune dell'Europa nei confronti delle questioni internazionali fondamentali.
L'operosità nella cooperazione sarà uno degli indicatori del posto della Polonia nell'Unione e del suo significato nell'Europa Orientale. La Polonia, in qualità di nuovo membro dell'Unione Europea, svilupperà una collaborazione regionale a tutti i livelli, considerandola una importante dimensione del processo per l'integrazione europea e il fattore che eviterà una nuova divisione del continente. La Polonia rafforzerà ancora i legami con gli stati della regione ma soprattutto nell'ambito del Gruppo di Wyszehrad, dell'iniziativa dell'Europa Centrale e del Consiglio dei Paesi del Mar Baltico.